Il presente del settore promozionale, difficoltà e prospettive nelle parole dei tecnici dell’Uisp Atletica Siena

Il presente del settore promozionale, difficoltà e prospettive nelle parole dei tecnici dell’Uisp Atletica Siena

Dopo oltre un mese di lockdown siamo giunti a quella che in condizioni normali sarebbe stata la vigilia di uno degli eventi più attesi dall’atletica senese, il Meeting della Liberazione o, più semplicemente per gli addetti ai lavori dell’Uisp Atletica Siena “il meeting”. Sì, perché ormai da oltre 20 anni Siena fa tappa fissa nel calendario inaugurale della stagione estiva dell’atletica Toscana. Un appuntamento forse unico nel suo genere capace di coinvolgere in una sola giornata tutte le categorie del nostro sport.

La mente, alla vigilia di un evento purtroppo, ma inevitabilmente cancellato dal coronavirus come tanti altri, va ai suoni, le voci, i rumori del campo nella piena attività della mattina, quella dedicata alle gare giovanili. E se l’attività assoluta si è progressivamente fermata, in base alle varie norme che si sono succedute, quella promozionale ha subito una battuta d’arresto più netta, almeno nel periodo iniziale. Per questo ne parliamo con i nostri tecnici: Matteo Bocci, Anna Ceccarelli, Alberto Menicori e Elisa Palmieri impegnati in prima linea con i gruppi del settore giovanile del nostro club che si prefiggono come obiettivo l’avviamento all’atletica delle categorie dai Ragazzi agli Allievi.

Come avete riorganizzato l’attività dei gruppi di allenamento in questo periodo di lockdown?

Una premessa è d’obbligo, visto che alleniamo due gruppi contraddistinti da età diverse e quindi da capacità differenti dei ragazzi, abbiamo impostato lavori diversificati. Per quanto riguarda il gruppo degli Under 14, quindi categoria ragazzi/e, in un primo momento è stato lasciato più “libero” dall’attività mentendoci comunque in contatto sia perché speravamo che l’emergenza prendesse una piega diversa, sia perché prima del fatidico 10 marzo  stavamo entrando in un periodo in cui avremmo affrontato mano a mano la conoscenza delle specialità dopo un lavoro di “costruzione di base” che veniva dall’inverno. Quando, però, abbiamo capito che la situazione sarebbe perdurata ancora ci siamo organizzati per fare degli allenamenti in videochiamata, in modo sia da mantenere il contatto visivo, che comunque controllare la correttezza di ciò che eseguono vista l’età. Il lavoro si sta basando principalmente su stretching, esercizi di rapidità, propriocettività , forza a corpo libero e core stability a circuito, e altri fondamentali per continuare a conoscere il corpo.

Diverso, invece, il caso del gruppo dei più grandi, che comprende gli Under 16 e Under 18 che non hanno mai fermato l’attività, pur operando nei limiti consentiti dalla legge. Con loro abbiamo voluto e cercato di trovare metodi alternativi dell’allenamento al campo scuola sin da subito. Al momento stiamo facendo dei programmi settimanali con dei video esplicativi. Vista l’impossibilità nell’uso degli spazi per alcuni dei nostri atleti, gli allenamenti si stanno sviluppando soprattutto in ambito del Core training e del functional training.

Quali sono state le difficoltà iniziali, o quelle, comunque, persistenti?

Le difficoltà iniziali per entrambi i gruppi sono state soprattutto per quegli atleti che non hanno la possibilità di utilizzare spazi ampi, come un giardino o una terrazza e quindi cercare di trovare allenamenti che si possono adattare in spazi piccoli come in casa. Ovvio, non è come allenarsi all’aperto, o comunque con gli attrezzi e spazi del campo, ma abbiamo fatto di necessità virtù, spremendo le meningi e… sperando di lasciare case integre ai genitori quando i ragazzi torneranno al campo.

Quale è stata la reazione dei ragazzi e non secondi dei loro genitori, visto che si parla comunque in generale di atleti under 18, di fronte alle proposte fatte?

Fortunatamente l’entusiasmo e la voglia di continuare c’è stata, sia da parte dei genitori, che hanno accolto la proposta di spostarci in un “campo scuola” dislocato e virtuale, ma soprattutto da parte dei ragazzi, cosa che un po’ ci ha sorpreso. I fatti, per fortuna, hanno anche dato seguito all’entusiasmo con sempre un buon numero di ragazzi che segue gli allenamenti e i più grandi che nei primi giorni di assenza dal campo scuola ci hanno aiutato a cercare dei metodi alternativi di allenamento o proprio chiesto degli allenamenti specifici per andare a migliorare i loro deficit in alcuni esercizi. Questo ci rende orgogliosi ed è segno che quello in cui crediamo come team di tecnici – ossia creare un gruppo solido, unito, e appassionato ancor prima che competitivo – sta piano piano arrivando e che quella passione per questo sport che l’Uisp Atletica Siena ha instillato in noi riusciamo piano piano a trasmetterla anche ai nostri atleti.

Quali erano e come sono cambiati gli obiettivi che vi eravate posti da raggiungere per i vari gruppi?

Gli obiettivi erano già diversi in partenza poiché, pur essendo due gruppi che si propongono come primo approccio al mondo dell’atletica leggera, cambia l’età dei ragazzi che vi confluiscono. Per la categoria ragazzi uno degli obiettivi a breve termine prima del lockdown erano le varie fasi del biathlon di squadra, per riuscire a centrare la finale. Eravamo molto positivi su questo aspetto e stavamo studiando il regolamento giunto una settimana prima della chiusura dal Comitato Regionale. Ad oggi, non sapendo se ci saranno gare nel 2020, in particolare per le loro categorie, viviamo un po’ alla giornata. Sicuramente un obiettivo è quello di continuare a mantenere il fisico attivo ma soprattutto mantenere il gruppo di ragazzi con la voglia di continuare a fare atletica anche nelle difficoltà. L’altro gruppo che ricordiamo sono degli atleti che si affacciano al mondo dell’atletica all’età di 14-17 anni, era quello di introdurli nel miglior modo possibile nel mondo agonistico e soprattutto fargli comprendere il senso e le responsabilità di questo sport. L’obiettivo ad oggi non è cambiato. La quarantena, ad oggi ci ha cambiato, e ci ha fatto comprendere la voglia che hanno questi ragazzi di mettersi in gioco.

Come pensate di affrontare, quando sarà possibile, la riapertura?

Sulla riapertura ci sono da farsi tante domande. Sicuramente l’atletica, ma come qualsiasi altro sport all’aperto avrà più possibilità e soluzioni nel ripartire. Ovviamente i numeri dei gruppi richiedono di attuare delle misure di sicurezza particolari, ma del resto per un po’ dovremo abituarci a questo nuovo e sconosciuto modus operandi, ma siamo convinti che troveremo misure rispettose delle leggi che non saranno limitative nella ripresa degli allenamenti.

In chiusura, quale messaggio vorreste lanciare ai vostri atleti e a tutta la società?

Il messaggio che vogliamo dare ai nostri atleti, ai nostri compagni di allenamento e a tutta la Società della Uisp Atletica Siena è quello di non mollare di fronte alle difficoltà e di continuare a coltivare i propri sogni! La storia della società ci insegna che siamo un gruppo che non si arrende facilmente e che nelle varie difficoltà é sempre stato capace di imparare, riorganizzarsi e di rialzarsi più forte e determinato di prima. Appena sarà possibile torneremo al campo ancora con più entusiasmo.

[Siena, 24.04.2020]

la foto in evidenza è antecedente ai decreti sul coronavirus

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