Fabrizio Finetti

Fabrizio Finetti - foto Andrea Bruschettini

Fabrizio Finetti – foto Andrea Bruschettini

1954 – 2014: Uisp Atletica Siena, i nostri atleti si raccontano

 

 

 

 

 

 

Nome e Cognome: Fabrizio Finetti

Data di nascita: 4 ottobre 1960

Anni in cui hai fatto atletica con l’Uisp Siena: dal 1972 al 1992 (ma con un intervallo di 5 anni nel CUS Pisa)

Specialità: Alto, Triplo, Decathlon, … mi garbava quasi tutto.

Primati personali: Alto 2,07 (1986),  Triplo 15,38 (1988), Decathlon 6.038 p. (mi pare nel 1991)

Cosa fai adesso: l’insegnante di Ed. Fisica e il fotografo, come hobby (più bravo del Guerrini, naturalmente)

 

Quando hai fatto atletica leggera e cosa è stata per te l’atletica leggera?

Ho iniziato a 12 anni e praticamente non ho mai smesso di frequentare le piste di atletica delle città in cui ho vissuto (anche se oggi non gareggio come master). L’atletica più che uno sport è stata un “bisogno”, una vera e propria esigenza, che poi si è trasformata (praticamente) in una professione.

 

Cosa ha rappresentato per te fare atletica con l’Uisp Atletica Siena?

Vivere serenamente l’adolescenza, poi la scoperta del mondo, nel vero senso della parola. Con l’atletica ho conosciuto gli amici che frequento tutt’ora, sono “uscito di casa”, ho fatto le prime esperienze di viaggio all’estero, ho trovato la prima fidanzata, …

 

Chi era il tuo allenatore e quali erano i tuoi compagni di allenamento?

Allenatore??? A parte l’esperienza di vita, più che tecnica, fatta con Foffo (il mitico custode del Campo Scuola) posso tranquillamente dichiararmi autodidatta e, oserei dire, anche pioniere, nel senso che, insieme ad altri coetanei (come Damiano Pecchioli) ho contribuito a formare la prima  vera generazione di allenatori con il “patentino”.

Come ci si allenava ai tuoi tempi?

Certamente in maniera più semplice di oggi, con metodiche meno raffinate e minore varietà di esercizi, ma altrettanto certamente con carichi assoluti di lavoro maggiori (almeno nel mio gruppo salti)

 

Ci puoi raccontare un aneddoto che ricordi con piacere del tuo periodo da atleta?

Più che un aneddoto, quello che si potrebbe definire “l’ingresso in società”, ovvero la prima gara di salto in alto che ho fatto fuori Siena. Era il 4 ottobre 1975 (giorno del mio 15° compleanno) quando insieme ad Adriano Brocci e Giorgio Fiorenzani mi ero guadagnato la partecipazione ai Campionati Toscani della categoria ragazzi (gli attuali Cadetti). Erano davvero altri tempi, perchè, pensate, ci accompagnarono a Firenze a spese del C.O.N.I., con tanto di auto privata e autista! La gara fu lunghissima, perchè eravamo una quarantina, tutti a saltare sulla pedana d’asfalto (pardon, “rubtan”) del campo dell’ASSI Giglio Rosso, naturalmente senza chiodi. Avevo un record di 1.58, nessuna rincorsa e nessuna esperienza. Ero un perfetto sconosciuto arrivato dal contado senese. Restammo in pedana oltre 3 ore (giuro!!), naturalmente senza acqua e bibite energetiche. Non ricordo la progressione esatta, ma il mio record lo migliorai almeno una dozzina di volte, fino ad annientare la concorrenza ad 1.81. Campione Toscano con ventitré centimetri di miglioramento in una sola botta!!!!! … e un biglietto per i Campionati Italiani di categoria. Erano davvero altri tempi (perdonate il perdurare del tono nostalgico), se penso che l’accompagnatore di quella rappresentativa toscana era un giovane Alfio Giomi (l’attuale presidente FIDAL!) che tentò di condurci a Iesolo alla guida di uno scassatissimo Ford Transit (che naturalmente ci lasciò a piedi vicino a Ferrara …)

 

PS: dimenticavo che Foffo come premio per la vittoria ai Campionati Toscani di salto in alto, il giorno dopo mi portò a fare una corsa su strada di 4 km alla Festa dell’Unità ai Due Ponti.

 

testo raccolto a giugno 2015

Fabrizio Finetti, impegnato nel salto in alto - foto Mauro Guerrini

Fabrizio Finetti, impegnato nel salto in alto – foto Mauro Guerrini