Mauro Guerrini

Mauro Guerrini

Mauro Guerrini

 

Nome e Cognome: Mauro Guerrini

Data di nascita: 23 ottobre 1956

Anni in cui hai fatto atletica con l’Uisp Siena: 1980-2005

Specialità: 100 – 200 – 400

Primati personali : 11”13 (1987 ) – 21”7 (1979) – 49”3 (1985)

Cosa fai adesso?

 dipendente del Comune di Siena

 

Quando hai fatto atletica leggera e cosa è stata per te l’atletica leggera?

È stata maestra di vita, è stata un terzo della mia vita, una passione incondizionata, è un modo di pensare, anche adesso che la seguo solo fotograficamente, vado a cercarla là nei grandi eventi vicino casa e nei giovani talenti che frequentano il campo scuola di Siena…provo le stesse emozioni e le stesse gioie di quando andavo sui blocchi di partenza…son cose ti rimangono dentro e non se ne vanno più. Il corpo invecchia, ma la mente e l’anima no, quelle son ferme ai tuoi 20 anni…amen…unico rammarico i campionati italiani a Roma nel 1979: ero in batteria con Pietro Mennea, quindi tanta emozione e come risultato una delle peggio gare mai fatte (23”5), anche per un risentimento ad una coscia. Ma il rammarico è di non essermi fatto una foto con lui…

 

Cosa ha rappresentato per te fare atletica con l’Uisp Atletica Siena?

Ho iniziato a fare atletica con la Balzana (AICS), poi Esercito (periodo del militare 1977)  poi Men Sana…ma la vera atletica, quella delle amicizie durature è cominciata con la UISP Atletica Siena, 8 anni dopo che avevo cominciato.

Sono stati anni di allenamenti, di trasferte, di gare, anche vacanze mirate a gare fuori dei confini italiani, sempre in sintonia con tutti, con la dirigenza di allora: Renzo Corsi, Marcello Bindi, Claudio Perucchini, che dette un buon impulso negli anni ’80 all’atletica senese e, molti altri dei quali non ricordo i nomi. Persone sempre presenti e sempre bendisposte. In quel periodo io, oltre essere atleta ero anche responsabile del settore velocisti, e allenavo, talvolta in collaborazione con Franco Barucci o Marco Giovannetti, alcuni atleti che fecero dei buoni risultati, come Siro Busini, Luca Sestini, Serena Minucci, Cristina Tarantino, Marco Nesi e molti altri. Qualcuno di questi lo frequento tutt’ora…

L’Uisp, rimane anche oggi per me, e con la dirigenza attuale (Marcello Bindi, Stefano Giardi e gli altri giovani) un buon punto di riferimento per lo sport senese e in generale, tanto è vero, che appena posso, vado alle gare a far fotografie alle gare, essendo la mia seconda passione …anche quando gareggiavo, avevo in borsa insieme alle scarpe chiodate anche la fotocamera e, tra un 200 e una staffetta, scattavo foto ai compagni di squadra, riferite in modo particolare alla velocità e a quelli che allenavo…poi mi son trascinato dietro molte persone nella stessa passione, come Andrea Bruschettini, Fabrizio finetti, Francesco Tognazzi e, andando ancora più indietro ricordo Luca Liserani e Mario Bini…non posso non nominare l’attuale giovane fotografo Matteo Bocci, martellista convinto…

 Chi era il tuo allenatore e quali erano i tuoi compagni di allenamento? 

Avendo alle spalle già un po’ di anni di atletica, d’esperienza con tre allenatori, in ordine Luciano Biagini, Pino Pecorella (esercito), Franco Barucci, nel periodo Uisp mi facevo i programmi da solo e allenavo anche alcuni degli altri velocisti, ovviamente sentendo e ascoltando anche i consigli degli onnipresenti Franco Barucci e Marco Giovanetti. I miei compagni di allenamento erano gli atleti che allenavo, come Cristina Tarantino, suo fratello Damiano (anche compagno di staffetta) poi Marco Ballini, Marco Nesi, Serena Minucci…e altri che pur facendo altre specialità, ritrovavo puntualmente alle 15,30 circa d’inverno al campo scuola per gli allenamenti, come Lionello Mucciarelli, Antonello Bissiri, Aroldo Andriolo, Marco Mosconi, Fabrizio Finetti, Paolo Galluzzi, Siro Busini, Leonardo Nannizzi, Fabrizio Lachi, Michele Riccucci…ecc.

 Come ci si allenava ai tuoi tempi?

In modo più empirico, meno scientifico di adesso e anche con risultati minori, dovuti alle poche piste sintetiche come invece ci sono diffuse da tutte le parti adesso. E’ anche vero che era il periodo di Carlo Vittori e Pietro Mennea, che in quanto ad allenamenti e competenza, al mondo non erano secondi a nessuno. Quindi mi ricordo che Franco Barucci seguiva molto quella scuola, e poi veniva con le sue belle tabelle e le percentuali da applicare a noi poveri velocisti giovani e ignoranti, con competenza e passione. Diciamo che alla fine qualcosa riusciva, specie in quegli atleti che con passione seguivano i suoi consigli e si allenavano con frequenza costante (come me) e non saltuariamente come facevano la maggior parte…mi ricordo di avere preso tanta di quell’acqua in quegli inverni lunghissimi e in quelle giornate brevissime, impossibilitati a fare pista a causa della tennisolite (terra battuta del campo scuola di allora), tutta un pantano. Pur essendoci il Rastrello, un’altra pista in rubkor, dove facevano il meeting dell’Amicizia in estate (dove io ho partecipato 4 volte), noi ci andavamo solo a primavera, poco prima della gare…poi finalmente arrivò la pista sintetica allo stadio ‘Rastrello’ e le cose cominciarono a migliorare, finalmente una pista decente…

 Ci puoi raccontare un aneddoto che ricordi con piacere del tuo periodo da atleta?

Gli episodi sono molteplici, difficile dire quale, dallo spalare la neve, per poter far pista; a quando un cane in spiaggia  a Livorno, mentre facevo la foto al gruppo di atleti, ridevano più di quanto da me richiesto, il tutto perche il cane che passava di là “pisciò” sulla mia borsa, naturalmente tutti zitti…a quando una sera di ritorno dalle gare, verso Ponte a Elsa ci si fermò a far cena a base di pizza…che arrivò fumante al Mosconi, gliela freddai col bricco dell’acqua, dopo di che lui il resto del bricco lo vuotò addosso a me…la stessa serata, s’aspettava il conto non so da quanto tempo e non ce lo portava nessuno, ci si guardò negli occhi e s’andò via…

- testo raccolto nel maggio 2015 -

Mauro Guerrini in azione nel 1984

Mauro Guerrini in azione nel 1984