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	<title>Yohanes | Uisp Atletica Siena</title>
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	<description>L&#039;atletica a Siena dal 1954</description>
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	<title>Yohanes | Uisp Atletica Siena</title>
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		<title>CERCASI TAPIS ROULANT DISPERATAMENTE&#8230;.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 18 Apr 2020 15:25:40 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A TU PER TU CON YOHANES CHIAPPINELLI E I SUOI ALLENAMENTI IN LOCKDOWN In questi [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p><strong>A TU PER TU CON YOHANES CHIAPPINELLI E I SUOI ALLENAMENTI IN LOCKDOWN</strong></p>



<p>In questi giorni doveva essere a
Flagstaff, Arizona, Stati Uniti, mille miglia lontano da Siena, per elevarsi
dai poco più che 300m sul livello del mare, ai 2000m di un ottimo centro
sportivo dove alcuni tra i migliori atleti al mondo delle specialità aerobiche,
definiscono la propria condizione in vista delle gare.</p>



<p>Lo scorso anno era stata la
prima volta, assieme al suo allenatore Maurizio Cito e agli altri compagni di
nazionale; avevano esplorato nel poco tempo libero tra una seduta e un&#8217;altra i
dintorni, vedendo tra le altre cose la magnificenza del Gran Canyon.</p>



<p>Oggi non rimane che rispolverare un post su instagram o qualche foto incagliata sul telefono: tutto virtuale, come gli allenamenti nelle settimane di lockdown</p>



<p>Il coronavirus ci ha sconvolto
le vite, e così è stato anche per quegli atleti, come il nostro <strong>Yohanes Chiappinelli</strong>, che avremmo
voluto sostenere nei prossimi mesi verso la corsa olimpica.</p>



<p>Tutto fermo, tutto ibernato, e
non è solo un gioco di parole; in questi giorni anche gli atleti professionisti
non si possono allenare all&#8217;aperto.</p>



<p><strong>Yohanes, come stai? Come passi queste giornate?</strong></p>



<p><em>Sto bene, grazie, continuo ad allenarmi a casa.</em></p>



<p><em>La mattina cerco di fare qualche lavoro su una vecchia cyclette che avevamo in casa; poi faccio esercizi per la forza a corpo libero. Il pomeriggio provo a muovere le gambe nella strada davanti alla mia abitazione. Approfitto infine del maggiore tempo libero per leggere e studiare; sto infatti preparando un esame che sosterrò nelle prossime settimane </em>(Yohanes è al secondo anno di Scienze della Comunicazione all&#8217;Università di Siena).</p>



<p><strong>Vari mezzofondisti sono ricorsi al tapis roulant, tu ci hai
pensato?</strong></p>



<p><em>Certo, appena saputo che il periodo di chiusura sarebbe stato
esteso fino al 3 maggio, ho cercato in internet e attraverso vari canali, ma è
impossibile trovarlo! Sono probabilmente andati a ruba, e, ovviamente, a me ne
serve uno con certe caratteristiche, che consenta di tenere ritmi sostenuti
sopra ai 20km/h.</em></p>



<p><em>Anzi </em>&nbsp;&#8211; Yohanes sorride al
telefono &#8211; <em>potrei &#8220;lanciare un
appello&#8221;, attraverso questo canale per trovarne uno!</em></p>



<p><strong>E noi ti sosteniamo rilanciando il messaggio di &#8220;Un tapis roulant per Yohanes!&#8221; </strong></p>



<p><strong>Battute a parte, parlaci un po&#8217; di queste ultimo mese e mezzo che
ha cambiato la tua annata. Ricordiamo che per un certo periodo, in vista delle
Olimpiadi, a voi atleti di interesse nazionale è stato consentito in deroga di
allenarvi senza particolari restrizioni; poi, progressivamente, sono stati
chiusi gli impianti sportivi, e dalla settimana prima di Pasqua fino al 3
maggio, non vi è consentito neppure allenarvi all&#8217;aperto. Come hai vissuto e
stai vivendo queste progressive limitazioni?</strong></p>



<p><em>Beh,</em> <em>ho accettato la situazione, nell&#8217;ultimo periodo chiaramente tutto quello che faccio è a regime ridotto.</em></p>



<p><em>Fino a quando è stato possibile allenarsi al Campo Scuola tutto andava bene, ero motivato e in ottima forma. Poi è arrivato il fermo di una settimana nel periodo pasquale, non creava grandi problemi; quando poi hanno bloccato tutto fino al 3 maggio, con il mio allenatore Maurizio Cito abbiamo invece iniziato a preoccuparci un po&#8217;, e abbiamo quindi reagito, studiando degli allenamenti alternativi. Quelli appunto che ho descritto e che sto facendo adesso.</em></p>



<p><em>Bisogna quindi avere pazienza e fare quello che è possibile fare.</em></p>



<p><strong>Sei preoccupato?</strong></p>



<p><em>E&#8217; una situazione molto brutta per tutto il mondo, bisogna mettere
davanti a ogni cosa la salute.</em></p>



<p><em>Cerco nel mio piccolo di dare un contributo come gli altri,
rispettando le norme, e avendo pochi contatti con altre persone.</em></p>



<p><em>Per quanto riguarda la mia attività, so che perderò un po&#8217; di
forma, ma appena sarà possibile ripartire, con le giuste motivazioni, potrò
recuperarla.</em></p>



<p><em>In tal senso non mi preoccupa neppure aver saltato il periodo di preparazione in altura negli Stati Uniti. Non essendoci gare o obiettivi imminenti al momento, direi che è ininfluente</em>. </p>



<p><strong>Con Maurizio avete un programma, degli obiettivi o vivete un po&#8217;
alla giornata in questa fase?</strong></p>



<p><em>Programmare è dura, non ci sono certezze, per cui direi che
lavoriamo abbastanza alla giornata.</em></p>



<p><em>Appena ci sarà maggiore normalità, e sarà possibile riprendere ad
allenarsi al campo e su strada, butteremo giù con Maurizio un programma.</em></p>



<p><em>Ovviamente noi atleti della corsa, con uno stop prolungato
possiamo perdere a livello organico; ma in definitiva non sono preoccupato, ci
siamo organizzati in questa fase, e la condizione sarà recuperata appena
possibile.</em></p>



<p><strong>Le Olimpiadi sono rimaste in forse per alcune settimane, poi,
saggiamente, sono state rimandate al prossimo anno. Come hai vissuto questa
scelta? </strong></p>



<p><em>Ritengo che sia stato corretto e ragionevole rinviare le Olimpiadi.
Fino a che non c&#8217;è stata la decisione, sentivo avvicinarsi il sogno di partecipare
alle Olimpiadi, per cui lavoravo molto motivato. Poi si è capito che causa
l&#8217;aggravarsi della situazione globale divenivano incerte; infine la decisione,
che un po&#8217; ti lascia male lì per lì, ma poi l&#8217;accetti perché giusta.</em></p>



<p><strong>Le Olimpiadi posticipate al 2021 pensi quindi che possano essere
un vantaggio o uno svantaggio oppure è indifferente per te?</strong></p>



<p><em>Per me forse può essere un vantaggio, sono giovane, avrò un anno
in più per prepararmi, con l&#8217;obiettivo di essere maggiormente protagonista.
Alla fine sono positivo, come si dice: tanto più lunga è l&#8217;attesa, tanto più
grande sarà il piacere.</em></p>



<p><strong>Immagino che vi sentiate con gli altri compagni di nazionale, con il
gruppo con il quale fate i raduni, cosa vi dite? Che umore c&#8217;è e che consigli
vi date?</strong></p>



<p><em>Siamo tutti nella stessa situazione, dovevamo essere in USA, ci dispiace. Ci sentiamo ogni tanto sui social; anche gli altri si allenano arrangiandosi come me. In definitiva direi che, senza obiettivi certi,  la stiamo prendendo con tranquillità e ser</em>enità.</p>



<p><strong>Pensi che in questo 2020 si potrà tornare a gareggiare? Inoltre
per ora a fine agosto sono sempre in calendario gli Europei di Parigi dove
saresti chiamato a difendere la medaglia di bronzo di due anni fa, pensi che si
disputeranno?</strong></p>



<p><em>Potrebbe essere un obiettivo, vediamo come procede la stagione.
Spero che gli Europei si facciano, ma bisogna essere realisti: non si sa come
si evolve questa pandemia. Un evento internazionale con molto pubblico potrebbe
non essere fattibile.</em></p>



<p><strong>Anche se si gareggiasse, il tuo eventuale minimo olimpico non
varrebbe, perché la World Athletics ha stabilito che i minimi varranno solo dal
prossimo dicembre. Pensi che sia una decisione giusta? Ti toglie motivazioni
per questo 2020?</strong></p>



<p><em>Secondo me è una scelta giusta quella di non considerare i tempi
in questa estate, perché essendoci meno controlli in questa fase, magari
qualcuno potrebbe approfittarne per doparsi. Poi non sappiamo quando nelle
varie nazioni si tornerà a gareggiare, in Francia sembra in agosto. Insomma,
anche in questo caso, la situazione è incasinata. </em></p>



<p><em>Certo è che, se potremo gareggiare, cercherò di farmi trovare pronto
e fare del mio meglio, come sempre.</em></p>



<p><strong>A Stefano, come Presidente della società, avevamo chiesto in
conclusione un messaggio da lanciare a tutta la nostra &#8220;comunità&#8221;; tu
cosa ti senti di dire o consigliare?</strong></p>



<p><em>Penso che l&#8217;unica cosa da fare in questo frangente, come detto in precedenza, sia avere pazienza e sperare che la situazione finisca il prima possibile. Io mi sono messo l&#8217;animo in pace, cerco di adattarmi, arrangiarmi, avendo fiducia in un miglioramento e nel ritorno alla normalità.</em></p>



<p>Siena, 18.4.2020</p>



<p>la foto qui presente è una foto d&#8217;archivio, scattata prima delle restrizioni per coronavirus</p>



<p></p>
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		<title>Il valore dell’impresa di Yohanes</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 16 Dec 2016 14:46:58 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[A pochi giorni di distanza dalla medaglia d’argento conquistata tra gli under 20 agli Europei [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: left;" align="center">A pochi giorni di distanza dalla medaglia d’argento conquistata tra gli under 20 agli Europei di cross da parte del “nostro” <strong>Yohanes Chiappinelli</strong>, merita tornare ancora su questa superba gara e analizzarla emotivamente e qualitativamente per rendersi conto che siamo di fronte a una vera e propria impresa.</p>
<p style="text-align: left;">Sì, una impresa, avete letto bene, senza esagerazioni. Se la conquista del titolo continentale juniores nei 3000 siepi fu per la nostra società una “prima assoluta”, un po’ come quando il neozelandese Hillary raggiunse l’Everest; quella odierna per il carabiniere Yohanes e per <strong>Maurizio</strong> è un’impresa di pari livello.</p>
<p style="text-align: left;">Cimentarsi nei cross, o meglio “corse campestri” come diremmo in italiano, equivale a portare sullo stesso piano agonistico tanti interpreti delle più disparate discipline del mezzofondo.</p>
<p style="text-align: left;">Nei 6km della prova juniores di Chia infatti non c’erano solo i <i>tremilasiepisti</i> come quelli dominati da Yohanes a Eskilstuna, ma erano presenti anche i veloci <i>millecinquecentisti</i>, i resistenti interpreti di 5000 e 10000, e perfino degli 800. Partire quindi all’attacco al termine del primo dei quattro giri (poco più di 1500m) del veloce percorso sardo, ha significato per il nostro Carabinieri una dichiarazione di valore; una rivendicazione netta al gotha del mezzofondo continentale giovanile della propria autorità; una affermazione di unicità.</p>
<p style="text-align: left;">Yohanes è uscito dal gruppo, ha osato, conscio del proprio potenziale, in cerca del secondo alloro continentale. La sua scelta non è stata un fuoco di paglia, una fiammata destinata ad esaurirsi, ma un’incessante martellata alle ambizioni dei quasi 100 partenti, tutti ordinatamente dietro di lui fino al giro finale. E proprio all’inizio dell’ultimo giro è emersa la peculiare incertezza della corsa campestre, gesto primordiale e per questo bellissimo, quando il pupillo di Maurizio è stato gradualmente ripreso da due intrepidi contendenti.</p>
<p style="text-align: left;">Ripreso, superato, ma non vinto! perché Yohanes, benchè affaticato, non ha ceduto, non si è voltato indietro (mai lo ha fatto in tutta la corsa! Che sicurezza!), ma ha proseguito fino a stroncare la resistenza dell’inglese Mahamed Mahamed, terzo alla meta.</p>
<p style="text-align: left;">E parliamo quindi degli avversari sul podio, partendo da questo inglese, praticamente sconosciuto (a conferma dell’imprevedibilità delle categorie giovanili e dei cross), senza tempo di rilievo in pista, ma a chi scrive apparso come un bellissimo talento, acerbo e di sicuro avvenire, con un incedere leggero, una falcata ampia e continua. Un nuovo Mo? Chissà, forse.</p>
<p style="text-align: left;">E che dire del sedicenne (anno 2000 di nascita!) Jacob Ingebrigtsen? E’ lui il miglior crossista europeo juniores del 2016. Si conosceva il valore della famiglia norvegese con il cognome scioglilingua; si percepiva la qualità del ragazzo, elogiato dai fratelli maggiori – Henrik e Filip &#8211; bicampioni continentali sui 1500; si sapeva il suo nobile pedigree, 3’42”44 sul miglio depurato dei metri spuri anglosassoni, ma è stato magnifico vederlo lottare fin dal primo metro con Yohanes e poi tenere tenere e ancora tenere fino a rilanciare nelle ultime centinaia di metri.</p>
<p style="text-align: left;"> E gli altri? Quelli rimasti fuori dal podio? Beh, diamo conto che l’argento dello scorso anno, il francese Palcau, è terminato 36°; il capolista continentale dei 5000, il serbo Bibic, 28°; ancora gli altri temibili francesi Gressier e Hay, 4° e 7°; gli spagnoli? Scomparsi, compreso Torrents, 3’40”92 nei 1500 e settimo ai mondiali, 12°; e poi gli inglesi, Hay, leader europeo dei 3000m, 11°, e Kerr, 3’41”08 nei 1500, 11°.</p>
<p style="text-align: left;">Basta per affermare che è stata un’impresa quella di Yohanes? Pensiamo proprio di sì.</p>
<p style="text-align: left;"> E concludiamo ricordando con dati statistici come Yohanes lasci le categorie giovanili nel suo secondo e ultimo anno tra gli under 20: settimo nelle liste mondiali stagionali juniores sui 3000 siepi; primo in quelle europee di categoria; sedicesimo in quelle continentali assolute; novantacinquesimo in quelle mondiali assolute; e, UDITE UDITE, al novantunesimo posto con 8’32”54 troviamo Abdoullah Baumassa che ha indossato la maglia azzurra alle Olimpiadi rientrando nel criterio dei “target number”……….sì, avete letto bene: Yohanes ha “perso” le Olimpiadi per soli dodici centesimi !!</p>
<p style="text-align: left;">Auguri a Yohanes e Maurizio per il viaggio che ancora vi aspetta.</p>
<p style="text-align: left;">
<p style="text-align: left;"><i>Andrea Bruschettini</i></p>
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		<title>!! 8&#8217;32&#8243;66 Yoghi e Maurizio parlano con i tempi: record italiano e quinto al mondo !!</title>
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		<dc:creator><![CDATA[andrea]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 24 Jul 2016 16:02:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[ In archivio il primato nazionale under 20 dei 3000 siepi di Francesco Panetta &#160; Capolavoro [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p align="center"><b> In archivio il primato nazionale under 20 dei 3000 siepi di Francesco Panetta</b></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Capolavoro di <strong>Yohanes Chiappinelli</strong>, e del suo allenatore <strong>Maurizio Cito</strong>, nella finale dei 3000 siepi ai Campionati mondiali juniores di Bydgoszcz (Polonia) dove riscrive dopo 34 anni il primato italiano under 20 correndo in <strong>8&#8217;32&#8243;66</strong> per guadagnare uno storico quinto posto.</p>
<p>E&#8217; il pomeriggio che consegna definitivamente agli annali la straordinaria carriera giovanile del talento cresciuto nella Montepaschi Uisp Atletica Siena e dallo scorso dicembre passato ai Carabinieri.</p>
<p>In una gara partita lenta nelle prime centinaia di metri, ma poi cresciuta costantemente e regolarmente nei ritmi imposti dagli atleti africani (2&#8217;51&#8243;39 al primo mille; 5&#8217;35&#8243;00 al secondo mille), il senese non si fa né sorprendere né travolgere, lasciando sfogare i primi quattro che si giocheranno le medaglie fino all&#8217;arrivo. In 8&#8217;20&#8243;43 il keniano Amos Kirui si prende l&#8217;oro, seguito dall&#8217;eritreo Haileselassie (8&#8217;22&#8243;67) e dall&#8217;etiope Getnet Wale (8&#8217;22&#8243;83), con il quarto, il keniano Ruto, praticamente appaiato (8&#8217;22&#8243;84).</p>
<p>Dietro a questi ritmi infernali e proibitivi, il traguardo accoglie l&#8217;arrivo del Carabiniere che viene premiato da un piazzamento, il quinto, che migliora di una posizione quanto fatto ai Mondiali del 2014, e soprattutto da un tempo strabiliante.</p>
<p>Con 8&#8217;32&#8243;66 infatti il campione europeo under 20 manda in archivio il precedente primato italiano di categoria, 8&#8217;33&#8243;24, siglato nel 1982 da <strong>Francesco Panetta</strong>, il più grande siepista italiano della storia, campione mondiale a Roma nel 1987.</p>
<p><i>&#8220;Sono contentissimo, questo record era uno degli obiettivi di quest&#8217;anno. Cercavo anche la medaglia, ma davanti hanno corso troppo forte </i>&#8211; così Yohanes ai microfoni della FIDAL &#8211;<i> Non ci credo ancora. Posso svelare che per quest&#8217;anno cercavo anche il minimo olimpico, ma è rimasto un sogno nel cassetto. Ora festeggerò, poi guarderò ai Campionati europei di cross in dicembre&#8221;.</i></p>
<p>Emozioni ancora da decifrare quelle provate da Chiappinelli, in mezzo a tante altre che si sono accavallate durante un&#8217;annata in cui tanti inconvenienti hanno portato il talento allenato da Maurizio Cito a inseguire fino all&#8217;ultimo una condizione di forma valida per affrontare un simile contesto mondiale.</p>
<p>Nelle sue parole anche il segreto custodito per lungo tempo, ovvero il sogno &#8220;Rio 2016&#8221;, ma che, dati appunto i problemi accusati durante l&#8217;anno, era divenuto &#8220;un sogno nel cassetto&#8221; già da diverso tempo.</p>
<p><strong>La Montepaschi Uisp Atletica Siena si complimenta con Yohanes e il suo allenatore Maurizio Cito per questo ennesimo prestigioso traguardo.</strong></p>
<p><a href="https://youtu.be/2hMuo4iQwus">Video intervista</a></p>
<p><a href="http://www.uispatleticasiena.net/wp-content/uploads/2016/07/Montepaschi-Uisp-Atletica-Siena-n.26-2016.doc">Montepaschi Uisp Atletica Siena &#8211; n.26 &#8211; 2016</a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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