Appuntamento al 15 settembre per sostenere il primatista italiano nella maratona iridata: ore 08:00 locali, 01:00 in Italia
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Nella tranquillità serale di fine agosto presso Villa Ucciano a San Rocco a Pilli, si respira “la quiete prima della tempesta” agonistica che tra pochi giorni permeerà i Campionati Mondiali di Tokyo.
Accolti nell’ampio giardino, all’ombra di alberi e fiori, si nota l’ampiezza della dimora sede e “quartier generale” del Tuscany Camp di Giuseppe Giambrone, la struttura che ospita tanti fondisti e mezzofondisti di livello internazionale che, vivendo in comunità, condividono strutture, servizi, pasti e soprattutto allenamenti sulle strade della piana sottostante.
In questa oasi di pace bucolica ci accoglie al termine di una domenica rilassante (ma dopo giornate di intensi allenamenti) Yohanes Chiappinelli, il Carabiniere cresciuto con la maglia dell’Uisp Atletica Siena in procinto di partire per il Giappone dove disputerà il suo quarto mondiale.
Lo farà per la prima volta da primatista italiano della maratona – 2h05’24” lo scorso primo dicembre a Valencia – e, dopo che lo avevamo sentito a inizio marzo per commentare il suo primato, abbiamo voluto incontrarlo alla vigilia del grande evento del 2025.
Anche perché, diciamolo chiaramente, i maratoneti sembrano dei minatori: di loro non si sa nulla fino a quando non emergono in superficie.
Lavorano in silenzio e alacremente; fanno allenamenti estenuanti che “estraggono” energie nascoste; gareggiano raramente; salgono all’onore delle cronache solo una, massimo due volte all’anno. A livello professionistico, un maratoneta elite, corre infatti massimo due maratone all’anno. Se qualcosa va storto, oltre al rammarico personale, la prestazione riporta l’atleta nell’oblio, e alla fine, solo le persone più vicine ricorderanno tutta la sua abnegazione in allenamento.
“Sì, la maratona non dà una seconda possibilità, se qualcosa va male, non è che la corri nuovamente una settimana dopo come puoi fare in altre specialità – dice seraficamente Yohanes – E poi le varabili sono tante: una cattiva digestione mentre ti alimenti correndo, un crampo, ecc. possono mandare all’aria mesi di preparazione”
Un Yohanes rilassato, seduti a un tavolo in giardino, ci parla degli ultimi mesi di allenamenti, gare e del percorso seguito con coach Giuseppe Giambrone.
Yohanes, come è andata e cosa hai fatto da marzo in poi?
Da marzo il focus è stato verso i Campionati mondiali di Tokyo che ci saranno ora a settembre. Ci sono stati i Campionati europei di corsa su strada in Aprile a Bruxelles – Leuven dove ho corso la mezza maratona, una tappa verso Tokyo a cui comunque tenevo.
Dopo il record italiano sulla maratona, ambivo a confermarmi, e non nascondo che a Leuven volevo vincere, o comunque andare sul podio. E’ arrivato il quinto posto individuale (1h02:11) e la medaglia di bronzo con la squadra.
Obiettivamente, alla fine devo riconoscere che il piazzamento rispecchia la mia forma del momento, perché devo dire che il recupero dalla maratona record è stato più faticoso del previsto.
Il quinto posto comunque non è male, ma neppure mi ha soddisfatto in pieno. Ambivo a una medaglia individuale, solo in parte ripagata da quella di squadra.
Hai poi fatto anche altre gare in primavera? Hai corso la Coppa Europa dei 10.000m a Pacé in Francia a fine maggio.
Sì, ho corso in pista perché era necessario lavorare anche sulla velocità.
C’è stato un 5000m in cui non ho fatto un tempo eccezionale, e poi i 10.000 della Coppa Europa in cui ho corso pur sapendo che non potevo pretendere una prestazione tecnicamente di primo livello, essendo i miei programmi orientati verso la maratona di Tokyo. Il 10.000 della Coppa Europa poteva andare meglio (28:32.67, quindicesimo, quarta la squadra) ma, a differenza degli Europei su strada, questo non era certo un appuntamento finalizzato, quanto piuttosto la gratificazione di indossare la maglia azzurra per poter contribuire al risultato di squadra. In conclusione sia a Leuven sia in Coppa Europa non ho raccolto magari quello in cui speravo, ma dentro di me sono sempre stato focalizzato per la maratona dei Mondiali.
Nel mentre la FIDAL già in Aprile, dopo gli Europei di corsa su strada, ha annunciato i tre maratoneti azzurri per i Mondiali, ovvero tu, Yeman Crippa e Iliass Aouani. Immagino che questo ti abbia dato serenità per proseguire con gli allenamenti
Sì, certo, è stata importante la scelta e l’annuncio della Federazione, così abbiamo potuto programmare il nostro percorso di allenamento nel dettaglio
Siamo arrivati a giugno
A giugno mi sono spostato ad Abbadia San Salvatore dove, sul Monte Amiata, sfruttando i percorsi variati e la possibilità di usare la pista, abbiamo iniziato il blocco di lavoro che avrebbe portato verso Tokyo.
Ecco, raccontaci, senza entrare in dettagli tecnici, in cosa consiste il lavoro di un maratoneta professionista negli ultimi mesi di avvicinamento al grande evento.
Ho trascorso quasi interamente il periodo di luglio in altura a Sankt Moritz (il luogo dove la maggioranza di mezzofondisti e fondisti europei preparano i grandi appuntamenti, grazie al clima favorevole, la pista e i percorsi presenti)
E’ stato un ottimo periodo, ho lavorato bene, e ho fatto tanti chilometri. Ho superato i 900km, facendo i classici allenamenti di un maratoneta: lunghi (da 30 fino a 40km), potenza aerobica, salite, palestra, fino a corse di recupero su ritmi più blandi.
Beh, sicuramente un numero notevole per “noi profani”, intorno ai 200km a settimana
Certo, il quantitativo è tanto ma normale in certi momenti per un maratoneta.
Ad agosto siamo scesi dall’altura, tornando al Tuscany Camp, e, pur mantenendo tipologie di allenamento simili, il chilometraggio totale è ovviamente sceso avvicinandosi ai Mondiali. Il totale è stato attorno ai 750km
Allenarsi “a casa”, sui percorsi valorizzati dal Tuscany Camp è sicuramente ideale, ma in agosto non avete trovato un clima troppo caldo?
Sicuramente è molto caldo in estate dalle nostre parti, ma non dimentichiamo che a Tokyo, benchè in settembre, dovremmo trovare clima caldo e umido. Per cui ci siamo allenati bene, con condizioni verosimilmente analoghe a quelle che dovrebbero esserci in Giappone.
A fine agosto ho visto che hai corso la Scalata al Castello, una tradizionale corsa ad Arezzo su percorso di 10km. Hai chiuso quarto, primo degli italiani, in 28’46”. Come è andata?
Direi che tutto è andato bene, era sostanzialmente un test agonistico, per verificare lo stato di forma tra l’altro dopo una settimana di allenamenti impegnativi. Direi che mi posso ritenere soddisfatto. Adesso mancano meno di due settimane ai Mondiali, sono motivato, ambizioso e non vedo l’ora di correre la maratona di Tokyo.
Ormai in effetti manca poco, alla luce degli ultimi allenamenti e di questo test agonistico, quale è il tuo stato di forma? Sei al punto in cui volevi essere?
Direi di sì, tutto è andato bene, come speravo. Non ci sono stati intoppi nella lunga preparazione, non ci sono stati problemi fisici e la condizione è andata in crescendo. Anche la pubalgia che in passato mi aveva dato fastidio, ormai è sotto controllo.
La maratona dei mondiali di Tokyo ci sarà il 15 settembre – partenza ore 08:00 locali, ore 01:00 italiane – quali allenamenti farai ancora in queste due settimane e quando partirai?
La partenza per Tokyo è programmata per il prossimo 7 settembre. In questa settimana che precede la partenza rimangono gli ultimi lavori più consistenti: un lungo variato di 30km, un lavoro più brillante, e uno di ripetute su distanze di 4000m o 5000m. Si tratta quindi delle ultime importanti rifiniture perché, una volta in Giappone, ci sarà da adattarsi al fuso, riposare, correre blandamente per essere al top il giorno della gara.
Che gara ti aspetti a Tokyo? Hai studiato il percorso?
Mi aspetto lo sviluppo di una gara tattica, che si accenda tra il 25 e il 30 km, per cui reputo che sia importante rimanere coperti e rilassati nella prima parte, per poi poter reagire quando si vivacizzerà la corsa. Fondamentale non sprecare energie, per non arrivare “cotto” come era capitato a Budapest – nel mentre ride pensando a come, intorno al 25km della maratona magiara si era posto in testa, all’apparenza in modo un po’ avventuroso, in realtà, come ci spiega, non del tutto, perché voleva imprimere il suo ritmo alla gara – Abbiamo studiato il percorso che non sembra veloce, ma nemmeno troppo impegnativo. Credo però che un fattore importante possa giocarlo il clima, il caldo e l’umidità. Mi sono comunque preparato anche per questo, sono pronto a tutte le evenienze e situazioni di gara. Ci saranno avversari molto forti, ma penso che anche gli altri dovranno tenermi in considerazione.
E’ la tua seconda maratona a un mondiale, dopo quella del 2023 a Budapest conclusa al decimo posto (undicesimo all’arrivo, decimo dopo la squalifica per doping di un atleta che ti aveva preceduto) e nella quale per un breve tratto, come hai ricordato, sei anche stato anche al comando. In precedenza avevi partecipato anche a due mondiali – Londra 2017 e Doha 2019 – nei 3000 siepi. Hai una tattica, una strategia?
Come detto, vorrei rimanere coperto il più possibile, studiare l’andamento della gara e reagire alle azioni o fare una mia azione al momento opportuno. Reputo che sia necessario rimanere cauti e in equilibrio, perché in maratona tutto può succedere, ed è fondamentale avere ancora energie negli ultimi 7/5km. Vorrei mostrare nell’ultima parte di gara quanto di buono fatto in allenamento e ripagare così anche i sacrifici di tutto il mio team.
Sembri giustamente molto motivato, e consapevole del tuo potenziale, quale è quindi il tuo obiettivo a Tokyo?
Voglio fare una grande maratona, correrla da protagonista fino all’arrivo. Se a Budapest sono giunto decimo, non nego che ho lavorato per puntare al podio. So che può essere difficile, ma mi sono allenato con questo obiettivo in testa.
Non possiamo, come Uisp Atletica Siena, che condividere e sostenere la tua ambizione …. ma se non fosse possibile il podio, ti sentiresti deluso se …..?
Il mio obiettivo è chiaro, ma se devo proprio trovarti “un’alternativa”, dico che sarei deluso con un piazzamento che non sia entro i primi sei, otto.
Andrea Bruschettini – testo raccolto il 31.8.2025 –